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Salone del gusto 2014

Salone del gusto '14.




Il biennale Salone del Gusto compie 10 anni. Al suo primo esordio nel 1996, dove poneva le basi nel panorama enogastronomico italiano ed internazionale, che ben presto diverranno fondamenta indiscusse.
Vero infatti che la manifestazione rappresenta a livello mondiale il punto di incontro di eccellenze che attraversano i cinque continenti. Grazie alla collaborazione di Slow Food,  nasce già nella prima edizione l'idea dell'arca alimentare, ossia un elenco di prodotti da salvare dall'estinzione. Ecco dunque il tema di quest'anno che dalla decima candelina del salone e di Terra Madre (nata nel 2004 dall'incontro di piccoli coltivatori, pescatori e comunità del cibo) si ripropone il tema l'Arca del Gusto e l'agricoltura familiare.



Fulcro del Salone del Gusto e di  Terra Madre (uniti dal 2012 in un unico grande evento), è sempre il mercato con i suoi 1000 e più espositori, produttori dei presìdi Slow Food e delle comunità del cibo provenienti da oltre 100 paesi. Tre i padiglioni del Lingotto destinati alla produzione alimentare e alla cultura eno-gastronomica italiana, mentre l’Oval racchiude le diversità provenienti dal resto del mondo. Qui e presente una grande Arca con i 2000 prodotti già catalogati e raccoglie tutti quelli che, grazie alle segnalazioni del pubblico presente a Torino, riuscirà a far salire in futuro.



Grande novità del salone è il padiglione 5 del Lingotto, completamente dedicato alla didattica e all’educazione del gusto. Debutta inoltre Scuola di Cucina, dove è possibile seguire la nascita di un piatto proprio come avviene nella cucina di un ristorante; ed ancora la Fucina Pizza&Pane con la presenza di maestri panettieri e pizzaioli; l’area Mixology con i migliori bartender del momento atti a diffondere l’arte e la cultura dei cocktail.


Ma diamo qualche numero per questa edizione:

  • 80.000 metri quadri allestiti

  • 4.000 delegati di Terra Madre di oltre 950 comunità del cibo di  158 paesi diversi.

  • 1.200 espositori del mercato da 100 Paesi diversi.

  • 200 comunità del cibo da 100 Paesi.

  • 120 presidi Slow Food internazionale di 50 Paesi.

  • 180 presidi Slow Food italiani.

  • 5 mercati internazionali

  • 1.000 e oltre etichette di vino all'enoteca.

ed ancora centinaia e centinaia di eventi e manifestazioni e conferenze.

(fonte cartella stampa del salone del gusto 2014)

Il sakè di Fukushima

Tre anni dopo il terremoto ed il conseguente maremoto che flagello Fukushima devastando la centrale nucleare,
si presenta al salone del gusto il presidente della Ninki,
Yujin Yusa con un certificato attestante la NON RADIOTTIVITA' del suo prodotto. Un certificato di sicurezza atto a placare le paure verso l'acquisto del sakè in questione. Presenti al salone dal gusto da diverse edizioni la Ninki dichiara che nonostante i timori diverse persone si avvicinano incuriositi al nostro stand per provare la qualità dei nostri prodotti.



Il nostro sakè è prodotto con metodo classico attraverso il riso ed un micro organismo presente in esso il "koji", ricaviamo il distillato che può raggiungere anche i 16 gradi. In questa edizione del salane del gusto sono presenti otto varietà di sakè.

Una storia di cambiamento dagli Stati Uniti.

Vi raccontiamo la storia dei coniugi Marty e Kris Travis, e del loro figlio Will; venti anni fa rilevarono la Spence Farm per adempiere a una promessa fatta alla nonna di Marty. Sua intenzione era salvare la terra dall’agricoltura industriale, che ne aveva ormai preso il controllo. Stiamo parlando del territorio oltre la campagna di Fairbury, Illinois, migliaia di ettari di campi coltivati a mais e soia per entrare nel terreno coltivato da quasi due secoli e otto generazioni dagli Spence. Marty ricorda: «Praticavamo l’agricoltura industriale per questioni di sopravvivenza ma allo stesso tempo stavamo distruggendo la bio-diversità della nostra terra. Il nostro imperativo era la sopravvivenza, mentre per la fattoria era fondamentale la ricerca di sostenibilità : fu così che cambiammo rotta». I primi alleati giunsero da Chicago ... erano gli chef  furono subito catturati dal sapore dei cibi catalogati nell’Arca del Gusto, come il mais bianco Tuscarora e il maiale della Guinea. Presto non riuscimmo più a soddisfare la crescente domanda di cibo da parte degli chef e così Marty capì che l'unica possibilità era quella di realizzare il sogno di sua nonna. Iniziammo importando ciò che mancava dalle fattorie dei vicini. Così facendo riuscimmo a riunirli nell’alleanza "The Stewards of the Land" (gli assistenti della terra), uno degli ormai 240 centri alimentari che, in tutto lo Stato, si occupa di creare connessioni tra le piccole fattorie e i consumatori.


Questi centri danno origine a comunità di co-produttori, costruendo una valida alternativa al sistema alimentare industriale. Donna O’Shaughnessy e suo marito Keith Parish, allevatori del maiale dal bariglio rosso (prodotto già a bordo dell’Arca del Gusto), sono stati tra i primi ad aderire a tale progetto. Il compito degli “assistenti” è stato quello di mettere i produttori in contatto con gli chef del territorio che potevano il tal modo comprendere il valore del loro lavoro. L’alleanza lavora anche nelle scuole locali ed insegna i metodi di coltivazione sostenibili e l’amore per il cibo vero; inoltre collabora con i Convivium di Slow Food.

Racconto tratto dall’Almanacco Slow Food 2014.

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