The Kitchen Tales of Wally
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Parlar di Vino

L’amore inespresso è come il vino tenuto
nella bottiglia: non placa la sete
George Herbert (1593-1633)

Ad ogni piatto un vino ... certamenti non un luogo comune ma una necessità, dettata anche dal gusto del buon bere e di poter valorizzare da questa unione sia il piatto che il vino.
Ovviamente possiedo un angolo in cantina dove sono stipati i miei vini preferiti; riposti per bene, chi nei suoi cartoni, chi nella rastrelliera, ma tutti al buio e al fresco. Non pensiate invece che ciò che leggerete di seguito sia frutto di "marchette", al contrario sono consigli dettati in base ai miei gusti e alle mie conoscenze. Dunque, come nel medesimo caso in cui mi viene chiesto un consiglio, anche qui troverete una selezione di vini e un elenco di ricette ad esso associate.

Godetene amici lettori ... provateli e godetene.

Vi abbraccio

            Wally


Legenda:

Eccellente ««««« - Buono «««« - Discreto ««« - Sufficiente «« - Scadente « -

Fino a 10 euro - Fino a 20 euro € € - Fino a 30 euro € € € - Fino a 40 euro € € € € - Fino a 50 euro o più € € € € €


Elenco in ordine alfabetico:






Costasera - Masi


La nostra attenzione è riservata oggi ad un vino veneto della zona della Valpollicella e del veronese che insieme a Barolo e Brunello rientra nella nobiltà dei vini italiani " l' Amarone ". Dalla sapiente lavorazione delle uve di Corvina, Rondinella e Molinara nasce questo splendido vino destinato a invecchiamento di oltre 30 anni (se opportunamente conservato).

Una gradazione alcolica che  supera tranquillamente i 14 gradi, un bel colore rosso rubino e un ricco bouquet di profumi di frutta sono le tipiche di questo maestoso vino. Scendiamo nel particolare per il nostro "Tasting" abbiamo scelto un'eccellenza tra le etichette e i produttori di tale bontà; parliamo di COSTASERA AMARONE DELLA VALPOLICELLA CLASSICO DOC dell'azienda agricola MASI.

Annata 2009, dalla bottiglia apprendiamo la gradazione alcolica di 15 gradi, tappo in monosughero, l'aspetto visivo si presenta di un bel rosso rubino molto carico, alla rotazione del calice notiamo la persistenza degli archetti di vino indice di un alto tenore di zuccheri, all'olfatto profumi di frutta quale pruma e ciliege. Assaggiamolo... frutti di bosco! Buonissimo e tannico al punto giusto ma perfettamente bilanciato. L'aroma è persistente al palato e piacevolmente vellutato.
Questo vino semplicemente delizioso si abbina a piatti importanti, carni rosse quali arrosti e stracotti, ma anche a cacciagione, formaggi stagionati (anche leggermente piccanti). Masi lo produce dopo appassimento su graticci di bambù, procedimento che rincalza gli aromi che faranno grande questo vino.
Lo versiamo nel decanter per un paio di ore per permettere l'ossigenazione e gustarlo ancora meglio. Servitelo attorno ai 18-20 gradi.

Lo consiglio personalmente per la cacciagione da pelo tipo cervo, cinghiale ma anche lepri e per formaggi ben stagionati e di sapore deciso tipo parmigiano, gorgonzola piccante e pecorino.
Lo prendiamo in carico per una ricetta : risotto all’amarone.



    
Wally



Giudizio complessivo e consigli:

  • Valutazione  KTW              ««««
  • Fascia di prezzo                    € € € €
  • Temperatura di servizio:    18/20 gradi

  • Abbinamenti: secondi piatti a lunga cottura, come arrosti o brasati, i formaggi ben stagionati e la selvaggina.

    NB: Ossigenare nel decanter almeno un'ora prima di servire
Spalletti "Poggio Reale" - Chianti Classico Riserva 2004 DOCG - TENUTE AMBROGIO E GIOVANNI FOLONARI

Oggi si va in Toscana, più precisamente nelle colline del Chianti classico. Una zona piutosto ampia, che comprende un vasto tratto della regione. Quella storica del Chianti classico comprende cinque comuni della provincia di Siena (Castellina, Gaiole e Rada in Chianti, Castelnuovo Berardenga e poggibonsi) e quattro della provincia di Firenze (Barberino Val d'Elsa, Greve in Chianti, San Casciano e Tavernelle Val di Pesa). Le uve sono quelle di sangiovese con eventuali aggiunte di altre varietà. Nella versione "classico" tuttavia la percentuale di uva sangiovese non è mai inferiore all'80% del totale. Un breve accenno alla storia dei natali del Chianti classico. Pare nel castello di Brolio (appartenente alla famiglia dei Baroni Ricasoli sin dal 1200) dove l'allora Bettino Ricasoli, ministro del Regnoo d'Italia e grande appassionato di viticoltura, detto nel 1865 l'uvaggio del Chianti Classico.  

Per quanto riguarda la nostra degustazione abbiamo scelto una Chianti Classico "Poggio Reale" riserva del 2004 Spalletti. Un marchio della famiglia Folonari, azienda di viticoltori che fonda le radici alla fine del 1700. Una DOCG del 2004 (ne conservo ancora 3 bottiglie), un'annata che è stata caratterizzata da un clima equilibrato; un inverno mite con qualche picco di freddo concentrato e una primavera altalenante con sufficiente rilascio di acqua durante l'estate. Questo ha dato come risultato un'ottima vendemmia di Sangiovese e vini bilanciati e di buona concentrazione. Lo apriamo e lo facciamo ossigenare, il colore è di un rosso rubino molto acceso, un buon tenore zuchherino con i suoi 14°; all'olfatto un forte profumo di spezie e frutti del sottobosco... note floreali. Al palato intenso e tannico con toni minerali e un finale persistente. Si percepiscono ancora in bocca le note fruttate del bosco (lamponi e fragole). Un vino con una buona struttura. Sangiovese 80%, altri vitigni 20% - 14° e 24 mesi di invechiamento in carati di rovere francese da 500 lt. Un vino che si presta bene all'abbinamento con formaggi stagionati e carni rosse (anche selvaggina);
noi lo abbiamo abbinato ad un piatto di pappardelle al ragu d'anatra un piatto tipico
in molte regioni, ma in Toscana appunto, dove l'anatra prende il nome di "nana" è molto apprezzato. Se volete, andate a consultare la ricetta e le curiosità ad essa legata, da parte mia vi dico semplicemente che questo vino, non poteva essere scelta migliore... delizioso!!!








Ricette in abbinamento:




















Giudizio complessivo e consigli:

  • Valutazione  KTW              «««
  • Fascia di prezzo                    € €
  • Temperatura di servizio:    18/20 gradi

  • Abbinamenti: Si accompagna egregiamente ai sapori tipici della tradizione toscana, con predilezione per la selvaggina, le carni    rosse in genere ed i formaggi.

  • Bianco Sicilia DOC - Anthìlia - DONNAFUGATA
    Ammetto che i vini siciliani sono tra i miei preferiti e ne utilizzo di varie cantine, uno tra tutti l'Anthìlia di DONNAFUGATA . Un marchio recente fondato nel 1983 ma che fonda le sue radici nel lontano 1851 (La famiglia Rallo è da allora che si occupa di viticultura e vino). Adoro questa azienda perchè e dinamica è ha saputo valorizzare i suoi prodotti ed il territorio come pochi altri. La sede dell'azienda è nella Sicilia sud occidentale a Contessa Entellina nel palermitano qui è stato imbottigliato il primo Anthìlia e rimane ad oggi il più venduto.

    Un blend di uve Catarratto e Ansonica in misura più o meno paritaria, fatto fermentare in tini di acciaio, a temperatura controllata di 14-16°C.  Viene affinato 2 mesi in vasca e 2 mesi in bottiglia.
    Per quanto l'azienda produca molte altre etichette (le vedremo più avanti in altri articoli) questo Bianco Sicilia DOC l'Anthìlia è il mio preferito, ed è anche il siciliano più utilizzato nelle mie ricette ispirate alla Trinacria.  Un vino che nella sua "semplicità" nasconde grandi doti, ma andiamo a degustare un calice:
    Il colore è di un bell giallo paglierino. La gradazione alcolica è di 12,5.  Al naso presenta un bouquet fresco, frutta a polpa bianca; sicuramente pesca bianca ... una nota di susina matura. Lievemente erbaceo. Al palato ritroviamo la nota fruttata. Deliziosamente sapido (come la maggior parte dei vini siciliani) e persistente.


    Lo abbiamo abbinato a questo piatto bianco e nero di seppia al profumo di limone. Ti invitiamo a leggere la ricetta e a gustare il binomio di gusto di entrambi.

    Ricette in abbinamento:




    Una curiosità: l’etichetta è il volto di una donna, misterioso e sfuggente come la civiltà degli Elimi. Anthìlia è il nome dato in epoca romana alla città di Entella in cima alla Rocca. Anthìlia oggi è il nome di un vino che si identifica nel territorio antico da cui trae origine. È il primo vino ad essere stato concepito a Donnafugata e resta ancora oggi nel cuore di tanti estimatori.










    Giudizio complessivo e consigli:

    • Valutazione   KTW              «««
    • Fascia di prezzo                    
    • Temperatura di servizio:    9/11 gradi

    • Abbinamenti: perfetto con una bruschetta al pomodoro e basilico, con pasta ai frutti di mare e pesce azzurro


    Franciacorta millesimato - Cellarius rosè 2009 - BERLUCCHI
    Quando ti capita di dover scegliere un vino a piatti un pò particolari come pesce accompagnati da sapori decisi o anche solo per il gusto di variare tra il solito bianco o il rosso allora la via è breve si va di rosè e magari anche con un tono brioso. In questi casi scelgo un rosè, un buon Franciacorta non delude mai, se poi aggiungiamo che è un millesimato e arriva dai padri fondatori di questa vinificazione, allora siamo al top. Prima di "tastare"  questa bottiglia (un Cellarius rosè del 2009 della Berlucchi) credo sia doveroso raccontarvi un poco di storia, su come sia nato l'ormai famoso Franciacorta DOCG. Dal 1967 al 1995 la denominazione Franciacorta era utilizzata anche per vini DOC rossi o bianchi provenienti dalla stessa zona; più avanti questi vini vennero ribattezzati Terre di Franciacorta. Nell 2008 presero la denoninazione di Curtefranca. L'UE riconosce a solo tre vini italiani (Asti, Marsala e Franciacorta) l'indicazione geografica senza altri termini specifici. Il disciplinare di produzione vieta esplicitamente di utilizzare il termine spumante sia nella designazione  che nell'etichetta, quindi è corretto dire semplicemente "Franciacorta". Unico metodo permesso per la presa di spuma è quello tradizionale (detto anche metodo classico), ossia la rifermentazione in bottiglia, così come avviene per lo Champagne. Paternità di tutto ciò come accennato prima va a duè grandi uomini che hanno scritto la storia del Franciacorta Franco Ziliani e Guido Berlucchi. Nel 1955 un giovanissimo enotecnico Franco Ziliani sottopose a Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna l'idea di produrre un vino con un metodo francese. Berlucchi all'epoca cercava un consulente capace di migliorare il suo Pinot del Castello, ma trovò invece nello Ziliani, il partner per un’avventura che avrebbe modificato il destino della Franciacorta e scritto un pezzo importante nella storia del vino italiana. Nel 1961 la prima annata di produzione di Pinot Franciacorta e nel 1997 il primo Cellarius il millesimato del Franciacorta; veniamo al nostro rosè del 2009 : Pinot Nero (60%) e Chardonnay (40%), provenienti dai migliori vigneti di proprietà con quasi quattro anni di invecchiamento. Viene vinificato con spremitura lieve e progressiva dei grappoli con frazionamento dei mosti.  La fermentazione iniziale avviene in tini di acciaio e in barrique di rovere, dove avvengono anche la fermentazione malo-lattica. L'affinamento e di 6 mesi a contatto con i lieviti. La macerazione per alcune ore del Pinot Nero con le bucce (macerazione in rosa) dona colore e profumi tipici della varietà.  La maturazione avviene preparando la cuvée nella primavera successiva alla vendemmia, esclusivamente con il 100% di vini dell’annata. La seconda fermentazione avviene in bottiglia e il successivo affinamento, a contatto con i propri lieviti dura almeno 3 anni, seguito da altri 3 mesi dopo la sboccatura. Procediamo al Tasting ... 12,5 gradi, alla vista spuma abbondante, buona persistenza con una piccola corona. Un perlage sottile e continuo. Bello il colore rosa tenue con sfumature ambrate. Al naso sentori di mirtillo nero con note di fiori di arancio e sensazioni di crosta di pane. Al palato risalta subito l'ottimo corpo e la sua struttura; buona acidità e molto armonica la vinosità (dovuto alla macerazione sulle bucce del Pinot nero).

    Lo andiamo ad abbinare alla segunte ricetta: spaghetti al ragù di aragosta e pomodorini del Piennolo

    Ricette in abbinamento:




    Giudizio complessivo e consigli:

    • Valutazione KTW              ««««
    • Fascia di prezzo                    € €
    • Temperatura di servizio:    7/8 gradi

    • Abbinamenti: Salumi, Pasta e risotto con carne e pesce, Pesce e crostacei alla griglia.



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